173: Tale e quale – 10/05/2017

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La puntata di stasera racconta del rifacimento di una scena di un film e di due donne con lo stesso nome.

Clicca qui e ASCOLTA LA PUNTATA!

Anfitrione di Tito Maccio Plauto

Anfitrione di Tito Maccio Plauto

Anfitrione, comandante tebano, si trovava lontano da casa a battagliare; nel mentre Giove si invaghisce di sua moglie Alcmena. Giove, aiutato da Mercurio, ordì un inganno per sedurla: Giove avrebbe preso le fattezze di Anfitrione, Mercurio quelle del suo servo, Sosia; quindi si sarebbero recati a casa di lei – che sicuramente li avrebbe scambiati per gli originali, accogliendo il marito come si accoglie con un comandante vittorioso di ritorno dalla guerra. Il problema è che davvero Anfitrione e Sosia stavano tornando dalla guerra – e il servo Sosia era stato mandato avanti per annunciare il prossimo ritorno del comandante. Solo che il povero Sosia, giunto davanti alla casa dei padroni, trova a far da palo Mercurio, che ha assunto le sue sembianze.

Il nome Sosia per definire due persone identiche deriva proprio da quel povero servo, che si trova di fronte una persona uguale a lui e perde quasi la ragione.

 

Playlist puntata:

New York City – Norah Jones, The Peter Malick Group

King of New York – Fun Lovin’ Criminals

Do it again – Steely Dan

Piazza, New York Catcher – Belle & Sebastian

 

Prima storia: Quella volta che ho recitato al posto di Tom Hanks di Marco Di Cesare

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Meg Ryan e Tom Hanks in C’è Posta Per Te (1998)

Nella primavera del 2013 con la mia famiglia siamo a New York per la seconda volta; eh, sì, a noi New York affascina. Siamo lì per una settimana durante il periodo pasquale, così, proprio perché è la seconda volta, abbiamo tempo di prendercela comoda, tutto l’obbligatorio l’abbiamo fatto la volta prima, questa è la vacanza delle mete non tradizionali.

Il quartiere nell’Upper West Side, dove passa l’89esima, è un quartiere elegante, i portoncini di ingresso, in cima a una manciata di gradini che terminano sull’ampio marciapiede, permettono l’accesso agli antichi palazzi che si susseguono ai lati della strada; da uno di questi portoncini, nell’ultima famosissima scena di “C’è posta per te”, esce Meg Ryan per incontrare Tom Hanks al Community Garden. Percorriamo gran parte dell’89esima cercando di capire quale possa essere il portoncino del film, forse lo troviamo, poi arriviamo in fondo, attraversiamo la strada e siamo di fronte al Community Garden, sulla riva del fiume Hudson. E lì mi viene l’IDEA: girare con mia moglie Anna l’ultima scena di “C’è posta per te”, proprio li dove 15 anni prima Nora Ephron l’aveva girata con Tom Hanks e Meg Ryan. Io sarò il novello Joe Fox, lei la mia Kathleen Kelly. giriamo il giardino due volte senza successo, Anna finge dispiacere, io inizio a pensare che stiamo buttando via tre ore a New York per fare una sciocchezza del genere, fino a quando, tornando sullo stesso punto per la terza volta ma da una strada diversa, abbiamo la prospettiva giusta. Trovato! La strada, la curva, la cancellata e il giardino.

Dopo diversi inutili tentativi di organizzarci in qualche modo, decidiamo di iniziare comunque le riprese del nostro capolavoro, tecnica spera-in-dio. Ci mettiamo un’ora, tra persone che passano in mezzo alla scena, gente che si ferma e ci osserva mentre io da in fondo la strada urlo “Federico, pronto? Arrivo!”, “No pa’, è passato uno in mezzo!”, “Riprendimi a figura intera”, “è ripassato lo stesso tipo di prima davanti all’obiettivo!” e “Facciamone un’altra per sicurezza”.

Finiamo le riprese quando Anna si rifiuta di rifare la scena del bacio, che per me andava rifatta, e chiude definitivamente ogni margine di trattativa.  Il lavoro di montaggio risulta più difficoltoso del previsto; in molte riprese entrano “comparse non autorizzate” e così di alcune parti della performance artistica non rimangono scene accettabili; mio figlio decide quindi di mixare la scena originale con il nostro remake e il risultato è il bellissimo ricordo di quella volta che ho recitato al posto di Tom Hanks.

 

E se, come noi, volete assolutamente vedere il video di Marco e la sua famiglia… eccolo qui!

 

Seconda storia: Le due Katie Crouch

La "prima" Katie, l'editor (foto via Linkedin)

La “prima” Katie, l’editor (foto via Linkedin)

Katie Crouch è una ragazza di San Francisco che lavora nell’editoria. Un giorno, quasi per caso, scopre che c’è un’altra ragazza che si chiama esattamente come lei, ha la sua stessa età, fa la scrittrice, si è laureata il suo stesso anno e vive non lontano da lei. Sembra incredibile, così decide di scriverle: “Ciao ho saputo questo e questo e questo, e anche io vivo a San Francisco… perché non ci incontriamo?”, ma a quella mail non ha mai ricevuto una risposta. Ma non è l’unica ad aver notato l’omonimia. Quando si trasferisce a New York diverse persone le chiedono informazioni su questo strano caso. Così Katie scrive di nuovo alla seconda Katie Crouch, le dice semplicemente “Vediamoci” e la sua risposta, lapidaria, è “No. Ciao”.

La "seconda" Katie, scrittrice

La “seconda” Katie, la scrittrice

Nel frattempo la sua omonima scrive un best seller che la rende famosa e lei, “l’altra Katie”, che fa l’editor è ancora inondata di messaggi curiosi su questa casualità che la lega alla scrittrice.

Finché un giorno, in un articolo intonato “L’altra me” la Katie scrittrice parla di lei, l’omonima. La prima Katie, la nostra protagonista, è terrorizzata e curiosa.. non solo è finalmente in contatto con la sua “sosia”, la seconda Katie ha anche scritto un libro su di lei!

Abbiamo scoperto la storia delle due Katie Crouch ascoltandola su Snap Judgment, fatelo anche voi!

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