206: Diagnosi errate – 26/06/17

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Stasera raccontiamo di un ubriacatura prima di un concerto e dell’uomo che per primo scoprì come estrarre il petrolio.

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Paolo è un caro amico di pascal. Oltre ad essere un ascoltatore fedele è anche un amico personale mio e di Mauro da più di vent’anni. Paolo è un attore e lavora spesso in televisione, è quasi un personaggio pubblico, ma quello che ci ha raccontato recentemente è quanto di più lontano dalla sua immagine televisiva piacevole e rassicurante. Una sera di un po’ di tempo fa’, stava tornando a casa dopo una cena tra amici. Come tutte le sere era andato in bagno e si era tolto le lenti a contatto. Sapeva di aver bevuto un po’ di più del solito e per evitare di svegliarsi durante la notte con un cerchio alla testa, a tastoni si è avviato in cucina, per prendere qualche goccia preventiva di analgesico. Ha aperto il pensile dove sapeva esserci quell’unica boccetta e senza prestare particolare attenzione ha fatto cadere un po’ di gocce direttamente in bocca. Il sapore gli è sembrato particolarmente cattivo, ma non ci ha fatto troppo caso ed è andato a letto. Il mattino dopo si è svegliato con un brutto cerchio alla testa, è andato in bagno a rimettersi le lenti a contatto e poi è tornato in cucina pronto a prendere altre gocce di analgesico. Ha aperto il pensile e ha trovato la boccetta esattamente dove l’aveva riposta la sera prima. Ma grazie alle lenti a contatto ha scoperto che le gocce che la sera prima si era ingollato in un discreto numero non erano di analgesico, bensì di callifugo che sua moglie aveva distrattamente appoggiato davanti alla boccetta dell’analgesico.

 

Playlist puntata:

Whisky Bay – The Wave Pictures

Certe notti – Ligabue

Tall walkin’ Texas trash – Jesse Dayton

I’m so lonesome I could cry – Johnny Cash

 

Prima storia: Diagnosi errata di  Marco socciarello

72164-00-BAKIE_20151007093157L’appuntamento di San Siro all’ora di pranzo. L’apertura dei cancelli per assistere al concerto di Ligabue era prevista alle 15.30, ma per noi il concerto era solo la scusa per ritrovarci e passare una giornata insieme: io arrivo da Torino; Fabio, Vincenzo e Alessandro da Pisa. Appena arrivati consumiamo subito il pranzo:Vincenzo ha pensato ai panini, mentre Alessandro ha portato il vino. Finito di pranzare andiamo a prendere il caffè in un chiosco non lontano dal cancello da cui saremmo poi entrati. Mentre attendiamo di essere serviti la mia attenzione è attirata da un bonsai di mandarini, così decido di ingannare l’attesa mangiandone i frutti. Forse ero un pochino alticcio, ma mai avrei immaginato di scatenare le ire del proprietario, che, tra urla e rimproveri, mi avvertiva anche che i frutti non erano commestibili. Imbarazzati per la figura fatta con gli altri clienti ci allontaniamo scusandoci e, vista l’ora, ci dirigiamo all’ingresso: ormai stavano aprendo i cancelli e i primi fan avevano già fatto il loro ingresso per accaparrarsi i posti migliori. Non passa molto da quando mi stendo sul prato a riposare che vengo colto da conati di vomito. Fabio prontamente mi mette un sacchetto in viso, ma i nostri vicini, schifati e allarmati chiamano la Croce Rossa, che tra gli sguardi stupiti dei miei amici ignari di tutto, mi porta nel pronto soccorso allestito per l’occasione e, dopo una iniezione di Plasil, mi fa stendere sulle brandine insieme ad altri ragazzi che, per aver alzato un po’ troppo il gomito, si trovano più o meno nelle mie stesse condizioni. Io sono sicuro di non aver bevuto tantissimo, ma anche il mio problema venne etichettato come abuso alcolico. Tra le risate dei miei amici riesco a riprendermi e a tornare sul prato in tempo per l’inizio del concerto. Sembra tutto passato, ridiamo, cantiamo ci divertiamo. Finito il concerto torniamo verso casa. Il viaggio sembra andare bene, ma appena mettiamo piede in casa mia a Torino la nausea torna. Il giorno dopo sarà una spola continua tra letto e bagno. Ancora oggi conservo il certificato con la diagnosi della Croce Rossa grazie al quale divenni una sorta di attrazione tra gli altri fan durante il concerto: abuso alcolico dice, ma nessuno mi toglie dalla testa che si sia trattato di una intossicazione a causa dei mandarini.

 

Seconda storia: La scoperta del petrolio

indexIl professore emerito del Dartmoud College, confessò a George Bissell che nella Pennsylvania occidentale l’olio di roccia filtrava in superficie. Se vi si immergeva uno straccio l’olio bruciava, ma ai tempi veniva usato soltanto come componente di prodotti farmaceutici, ma che, se fosse stato possibile estralo su scala industriale, sarebbe stato un’eccezionale sostanza illuminante. George Bissel formò una società chiamata Pennsilvania rock oil company e acquistò le concessioni per l’estrazione di minerali lungo un lento corso d’acqua chiamato Oil Creek, nelle vicinanze di Titusville. La sua idea era quella di cercare il petrolio trivellando il terreno, come si sarebbe fatto per l’acqua. Fino ad allora tutti si erano limitati a scavare. Per velocizzare le cose, Bissel inviò a index 2Titusville il vero protagonista di questa storia Edwin Drake, che i libri di storia ricordano sempre come “Colonnello” Edwin Drake. Bissell diede a Drake l’ordine di cominciare a trivellare. In realtà Drake, non aveva nessuna competenza in materia. In realtà non era nemmeno un colonnello. Era un bigliettaio delle ferrovie in pensione da poco per motivi di salute.

George Bissell e Edwin Drake sono oggi ricordati come gli scopritori del petrolio. La loro ostinazione e la scoperta del Colonnello Drake cambiarono la storia del mondo intero. Noi li abbiamo scoperti grazie a racconto di Bill Bryson in “Breve storia della vita privata“. Leggetelo anche voi!

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